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La serie si spezza: 240 milioni fuori dagli ETF Bitcoin in un giorno, il prezzo torna a 64.000

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La serie si è spezzata, e non con un sussurro. Dopo sette sedute consecutive di afflussi che avevano portato quasi un miliardo di dollari dentro gli ETF spot americani su Bitcoin, la seduta del 24 luglio ha rovesciato il tavolo: circa 240 milioni di dollari di deflussi netti dai fondi Bitcoin, ai quali si sommano 71 milioni usciti dagli ETF su Ethereum — oltre 310 milioni complessivi in un solo giorno. Il prezzo ha preso nota: sabato mattina Bitcoin scambia intorno a 64.000 dollari, in calo di circa il 2,2% nelle ultime 24 ore, tornato esattamente sul bordo inferiore del corridoio che reggeva da una settimana.

Da 69 milioni in entrata a 240 in uscita

Il capovolgimento è brusco anche per gli standard di questo mercato. Ancora venerdì raccontavamo una serie in frenata ma viva: settima seduta positiva, 69,1 milioni il 22 luglio, il miliardo complessivo a portata di mano. Il dato del 24 luglio chiude il discorso: il deflusso più pesante da settimane cancella in una seduta più di tre giornate di accumulo. E la geografia dei flussi è la stessa dell’andata, solo a segno invertito: il fondo di BlackRock, che da solo aveva guidato la serie positiva, ha registrato circa 212 milioni dei 240 in uscita. La concentrazione in un solo emittente funziona in entrambe le direzioni — quando compra fa la serie, quando vende fa il buco.

Il contesto: non è una storia solo crypto

Il deflusso non nasce nel vuoto. La settimana si è chiusa con i rendimenti dei Treasury decennali sopra il 4,7%, il petrolio oltre quota cento e un quadro geopolitico che spinge i gestori a ridurre il rischio ovunque, non solo sugli asset digitali. In giornate così il canale ETF smette di essere il compratore strutturale e diventa il rubinetto più facile da chiudere: la liquidità dei fondi quotati permette di alleggerire l’esposizione crypto con un click, ed è esattamente ciò che è successo. La capitalizzazione complessiva del settore è scesa a circa 2.270 miliardi di dollari, un altro −1,7% sulla giornata, e il Fear & Greed è scivolato a 27: piena zona paura, il livello più basso delle ultime settimane.

Il supporto è qui: 64.000 al test

La mappa tecnica è la stessa di tutta la settimana, ma ora il prezzo è sul punto esatto. L’area 64.000–65.000, il supporto che teneva in piedi il rimbalzo di metà luglio, è stata raggiunta e bucata in escursione: il minimo delle ultime 24 ore è passato sotto i 63.900. Sopra, la resistenza resta lontana, in area 66.800–67.000. In mezzo c’è un weekend a liquidità sottile, dove i movimenti si amplificano, e soprattutto la chiusura settimanale di domenica: la prima, dopo tre settimane di recupero, che rischia di arrivare sotto il supporto e non sopra.

Cosa guardare adesso

Tre cose, in ordine. Primo: il dato ETF di lunedì, che dirà se il 24 luglio è stato un giorno di risk-off generale o l’inizio di una rotazione in uscita. Secondo: la tenuta di area 63.500–64.000 nel weekend — una chiusura domenicale sopra manterrebbe intatta la struttura del rimbalzo, una sotto riaprirebbe il discorso verso 62.000. Terzo: il comportamento del fondo di BlackRock, il vero market mover di entrambe le direzioni.


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