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Ethereum al test della base: 1.855, la soglia di 1.860 è già sotto esame

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La base è già sotto esame. Ieri scrivevamo che, perso il supporto a 1.900, la difesa di Ethereum si spostava sulla base di 1.860: ventiquattro ore dopo il test è in corso. Sabato mattina ETH scambia intorno a 1.855 dollari, in calo di circa il 2% sulle 24 ore, dopo un’escursione che ha portato il prezzo stabilmente a ridosso — e a tratti sotto — la soglia. Peggiore delle grandi capitalizzazioni anche ieri, Ethereum arriva al fine settimana senza il paracadute che aveva ancora a metà mese.

Il canale ETF ha cambiato segno

Quel paracadute erano i flussi. Gli ETF spot su Ethereum, tornati in attivo giovedì con 37 milioni, hanno registrato nella seduta del 24 luglio circa 71 milioni di dollari di deflussi netti, dentro una giornata di uscite coordinate che ha colpito anche i fondi Bitcoin per 240 milioni. A guidare le vendite è stato il fondo di BlackRock, con circa 53 dei 71 milioni in uscita. È il copione già visto sul fronte Bitcoin: la concentrazione dei flussi in un solo emittente rende il canale istituzionale veloce a entrare e altrettanto veloce a uscire. Quando il compratore marginale si gira, il supporto tecnico resta solo.

Perché 1.860 conta

La soglia non è un numero qualsiasi. L’area 1.860 è la base da cui era partito il recupero di metà luglio, il punto in cui gli acquisti istituzionali avevano rimesso in piedi un prezzo che veniva dalla debolezza di inizio mese. Difenderla significa mantenere la struttura di un consolidamento; perderla in chiusura settimanale significa certificare che il rimbalzo di luglio è stato interamente restituito. Sotto, i riferimenti tornano quelli delle settimane peggiori: prima l’area psicologica di 1.800, poi la fascia 1.760–1.780 toccata nei minimi di inizio mese.

Un weekend a liquidità sottile

Il momento del test aggiunge rischio al test stesso. Nei fine settimana la liquidità si assottiglia, i book si svuotano e i movimenti si amplificano in entrambe le direzioni: una soglia difesa con volumi pieni nei giorni feriali può cedere di slancio in una notte di domenica, e viceversa un ritorno sopra 1.880 costerebbe meno del solito. Il quadro macro non aiuta — rendimenti obbligazionari in salita e propensione al rischio globale in ritirata — e il sentiment di settore è tornato in piena zona paura, con l’indice a 27.

I livelli della verità

La sintesi operativa è in tre numeri. La chiusura di domenica sopra 1.860 manterrebbe viva la lettura del consolidamento, per quanto fragile. Una chiusura tra 1.800 e 1.860 lascerebbe il beneficio del dubbio, con l’onere della prova sui compratori di lunedì. Sotto 1.800, il mercato tornerebbe al punto di inizio luglio — e questa volta senza la spinta dei flussi ETF a disposizione, almeno finché il canale istituzionale non cambierà di nuovo segno. Il primo verdetto arriva domenica a mezzanotte; il secondo, quello vero, col dato sui flussi di lunedì.


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