Mining in Russia: Mosca spegne le macchine fino al 2032
Decreto 936, divieto esteso alle mining pool e orizzonte al 2032: la Russia spegne il mining nella capitale per difendere la rete elettrica, mentre vale il 16% dell’hashrate globale.
Decreto 936, divieto esteso alle mining pool e orizzonte al 2032: la Russia spegne il mining nella capitale per difendere la rete elettrica, mentre vale il 16% dell’hashrate globale.
Elenco chiuso di monete ammesse, tetto annuale e test di rischio obbligatorio: un modello opposto a quello europeo, che disciplina l’oggetto e non il servizio.
Le vendite di dispositivi di autocustodia raddoppiano mentre si avvicina la prima disciplina organica del mercato russo. Un fenomeno ricorrente, con un equivoco che riguarda anche il lettore italiano: il rischio si sposta, l’obbligo dichiarativo no.
Mosca chiude la stagione della zona grigia: dal 1° settembre trading, custodia e settlement delle crypto entrano in un quadro regolato, e da luglio 2027 potranno operare solo intermediari con licenza. Un presidio statale che nasce per governare il canale dei pagamenti sotto sanzioni — mentre l’Europa, in direzione uguale e contraria, rende extraterritoriale il proprio recinto.
Il round di sanzioni più esteso degli ultimi quattro anni — 218 designazioni — fa delle crypto uno dei suoi pilastri: divieto di transazione per quattordici piattaforme basate da Panama al Kirghizistan, quattro designazioni sulla rete A7 e, per la prima volta, il potere di vietare i servizi crypto di un intero Paese terzo.
La Duma esamina oggi le letture finali del primo quadro organico russo sulle cripto: BTC ed ETH ammessi nei regolamenti transfrontalieri, con forti limiti al retail interno.
Condividi questo articolo:Da ieri, 24 maggio 2026, l’Europa ha alzato un muro contro le criptovalute russe. Con il 20° pacchetto