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La SEC prepara il piano B: se il CLARITY Act non passa, le regole le scrive Atkins

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Il presidente della SEC Paul Atkins ha messo agli atti la frase che il settore aspettava — o temeva — da settimane: se il Congresso non porterà a casa il CLARITY Act, sarà l’agenzia stessa a scrivere le regole per le cripto-attività. È la prima volta che la disponibilità viene dichiarata in modo così esplicito, e cambia i termini della partita: finora il piano era uno solo, la legge; da ieri esiste ufficialmente un piano B, il regolamento d’agenzia. Per un mercato che al limbo legislativo aveva dedicato l’intera estate, non è un dettaglio.

Legge e regolamento non sono la stessa cosa

Vale la pena essere precisi, perché la differenza è sostanziale. Una legge come il CLARITY Act ripartirebbe una volta per tutte le competenze tra SEC e CFTC, definirebbe per via statutaria cosa è un titolo e cosa una commodity digitale, e sopravvivrebbe ai cambi di amministrazione. Un regolamento d’agenzia può arrivare molto prima e coprire gli stessi temi — classificazione, obblighi di registrazione, esenzioni per l’emissione — ma resta figlio di chi lo firma: un futuro presidente della SEC potrebbe riscriverlo, e ogni passaggio sarebbe esposto ai ricorsi nei tribunali federali, come la storia recente della materia insegna. In altre parole: il piano B dà certezze più rapide ma meno durevoli. Il settore lo sa, ed è il motivo per cui le lobby continuano a spingere per la legge anche con un’agenzia ora dichiaratamente disponibile.

Cosa cambia rispetto a ieri

La novità vera è la fine dello scenario peggiore, quello del vuoto normativo a tempo indeterminato. Fino a ieri il fallimento del CLARITY Act avrebbe significato tornare al punto di partenza: nessuna cornice, enforcement caso per caso, anni di incertezza. Ora il fallimento della via legislativa attiverebbe comunque una cornice regolamentare, con tempi e contenuti gestiti dall’agenzia. Per gli operatori è una rete di protezione; per il Congresso, paradossalmente, è anche una pressione a muoversi — perché se non legifera, la materia verrà comunque disciplinata, ma da un organo che i parlamentari non controllano. La dichiarazione di Atkins è insieme un’offerta e un ultimatum.

La lettura da questa parte dell’Atlantico

Per chi osserva dall’Europa, dove MiCA è entrato a pieno regime con i suoi pregi e le sue asimmetrie applicative, lo spettacolo americano conferma una cosa: gli Stati Uniti restano l’unica grande giurisdizione senza una cornice organica per le cripto-attività, ma sono anche quella in cui la pressione per chiuderla è ormai massima. Quando la cornice arriverà — per legge o per regolamento — l’effetto si scaricherà su tutto il mercato globale, dai criteri di quotazione dei prodotti alle regole di emissione dei token. È il dossier regolamentare da seguire da qui a fine anno, molto più delle oscillazioni giornaliere dei prezzi.

Contenuto a fini informativi e divulgativi. Non costituisce consulenza finanziaria o legale: ogni decisione resta responsabilità del lettore.


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