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Tredici domande sul tavolo dell’OCC: la licenza bancaria diventa la strada delle società crypto

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L’autorità che vigila sulle banche nazionali statunitensi ha dichiarato che le società di asset digitali che svolgono attività lecite devono avere una strada verso il sistema bancario federale. Tradotto: la licenza bancaria non è più un percorso eccezionale per chi lavora con le criptovalute, ma una procedura ordinaria con una coda di domande già aperta.

Tredici domande in attesa e una licenza bancaria già respinta

Nella dichiarazione dell’11 agosto il capo dell’autorità ha ricordato che nell’ultimo anno e mezzo sono arrivate quaranta domande per la costituzione di nuove banche, incluse quelle per banche fiduciarie nazionali, e che molte istruttorie complete vengono chiuse entro 120 giorni. L’elenco delle pratiche in corso sugli asset digitali conta tredici domande: fra i richiedenti figurano Payward National Trust Company (il gruppo di Kraken), Revolut Bank US, World Liberty Trust Company, EDX Trust, PAYO Digital Bank, Agora National Trust Bank e Dakota National Trust Bank, quest’ultima depositata il 28 luglio.

Alcuni operatori sono più avanti: a dicembre 2025 sono arrivate approvazioni condizionate per Circle, Ripple, BitGo, Fidelity Digital Assets e Paxos, mentre ad aprile Coinbase ha ottenuto un’approvazione preliminare condizionata. La prima banca nata da quel gruppo di pratiche, la First National Digital Currency Bank di Circle, è diventata operativa il 10 luglio.

Il passaggio non è però automatico, ed è la parte che si tende a saltare: il 21 luglio la domanda di Wise National Trust è stata respinta. Il dato smonta la lettura secondo cui l’autorità stia semplicemente aprendo la porta a chiunque si presenti.

Che cosa cambia davvero con una licenza bancaria federale

Una banca fiduciaria nazionale non è una banca commerciale: in genere non raccoglie depositi assicurati e non fa credito, ma custodisce, amministra e regola pagamenti sotto vigilanza federale. Per una società crypto significa tre cose concrete: un solo interlocutore di vigilanza al posto del mosaico di licenze statali, accesso più diretto all’infrastruttura dei pagamenti e un rapporto diverso con le controparti istituzionali, che con una banca vigilata possono lavorare senza le limitazioni imposte dalle politiche interne sul rischio di controparte.

In parallelo si muove anche l’assicurazione sui depositi: dal 15 agosto le nuove domande seguono un percorso in due fasi, con l’obiettivo di un’autorizzazione condizionata entro 120 giorni e una seconda fase fino a dodici mesi per completare i requisiti. È il pezzo che serve a chi punta a una banca vera, con depositi al pubblico, e non alla sola funzione fiduciaria.

Il nodo aperto

Le associazioni bancarie tradizionali contestano l’ampiezza dell’interpretazione: quanto può estendersi la nozione di attività fiduciaria prima di diventare, di fatto, attività bancaria senza i vincoli che la accompagnano. È una questione giuridica destinata a durare più a lungo della singola pratica, e il suo esito deciderà se la licenza bancaria resterà un canale selettivo o diventerà la porta d’ingresso standard del settore.

Per chi investe, la conseguenza pratica è una sola: nei prossimi trimestri la distinzione fra «piattaforma crypto» e «intermediario vigilato» diventerà sempre meno netta, e con essa cambieranno le tutele applicabili a chi deposita fondi.

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Contenuti a fini formativi, non consulenza finanziaria.


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