La riunione pubblica che doveva mettere sul tavolo Reg Crypto, il primo regolamento specifico sulle cripto-attività della SEC, è stata cancellata a poche ore dall’apertura. Era fissata per venerdì 14 agosto alle 10 del mattino di New York; l’annullamento è arrivato nella tarda serata di giovedì, con una motivazione di servizio: un problema di calendario imprevisto. Nessuna nuova data è stata comunicata.
Il punto all’ordine del giorno non era l’approvazione di regole definitive, ma la proposta: cioè il passaggio che apre la consultazione pubblica e la fase dei commenti. Anche così, sarebbe stato il primo atto normativo scritto su misura per le cripto dall’autorità dei mercati americana.
Che cosa avrebbe dovuto contenere Reg Crypto
L’impianto riguarda chi raccoglie capitali emettendo token. L’idea è un regime di offerta su misura, con esenzioni mirate dalla registrazione completa per i progetti che rispettano certe condizioni, e un tentativo di chiarire quando la competenza sui titoli smette di applicarsi a una cripto-attività. È la domanda rimasta senza risposta per un decennio, affrontata finora caso per caso nelle aule di tribunale.
Nella stessa seduta era attesa anche un’anteprima di un secondo cantiere, l’esenzione per l’innovazione: la corsia che dovrebbe permettere di emettere e scambiare titoli tokenizzati su infrastrutture a registro distribuito. Anche quella è slittata, e non è la prima volta: sembrava pronta a maggio, dopo un rinvio precedente, e non se ne è fatto nulla. Entrambi i dossier fanno capo alla commissaria che guida il gruppo di lavoro sulle cripto dell’autorità, Hester Peirce.
Chi ha frenato la proposta Reg Crypto
Le resistenze arrivano da due fronti diversi. Il primo è Wall Street: l’associazione che rappresenta banche d’affari e intermediari ha scritto all’autorità il 30 giugno sostenendo che modifiche strutturali di questa portata vanno fatte con una procedura aperta, con avviso pubblico e raccolta dei commenti, non per via di esenzioni o di lettere di non intervento.
L’obiezione tecnica è precisa e riguarda la struttura del mercato azionario americano. Le regole vigenti collegano i prezzi fra le sedi di negoziazione e obbligano l’intermediario a eseguire l’ordine al miglior prezzo disponibile: un impianto che regge male se gli stessi titoli, in forma tokenizzata, iniziano a scambiarsi su sedi decentralizzate o su sistemi automatici di quotazione. A giugno l’autorità aveva proposto di eliminare proprio la regola di protezione dell’ordine, mossa letta da molti come la rimozione dell’ostacolo principale alla tokenizzazione.
Il secondo fronte è politico. Dalla Casa Bianca è arrivata la preoccupazione che una proposta di questa portata, mentre il Congresso negozia la legge sulla struttura del mercato delle cripto-attività, avrebbe agitato inutilmente le acque. Il testo legislativo, fermo al Senato, distribuirebbe le competenze sul mercato a pronti fra l’autorità dei mercati e quella dei derivati: il voto è già slittato a settembre, e alcuni all’interno dell’autorità ritengono che l’esenzione debba aspettare l’esito parlamentare.
La domanda che si sono posti gli uffici
C’è un terzo elemento, più profondo dei due precedenti: l’autorità ha davvero il potere di concedere esenzioni così ampie? Gli uffici stanno verificando se l’analisi economica sia stata completata e se siano stati seguiti tutti i passaggi procedurali necessari a giustificare un’esenzione. È il genere di dubbio che, se non risolto, trasforma qualunque regolamento in un bersaglio facile davanti a un giudice.
Mentre una autorità si ferma, l’altra accelera
Il contrasto è netto. L’autorità sui derivati ha convocato per il 20 agosto il comitato consultivo sull’innovazione, con all’ordine del giorno la regolamentazione delle cripto-attività, l’intelligenza artificiale e i mercati previsionali. L’obiettivo dichiarato è capire fin dove si può arrivare con i poteri già esistenti, senza aspettare il Congresso. È un incontro esplorativo, non produrrà proposte formali, ma il segnale è chiaro: una si ferma, l’altra prova a occupare lo spazio vuoto.
Per il settore il risultato pratico è che oggi non esiste alcun passaggio pubblico calendarizzato sulla regolamentazione delle cripto negli Stati Uniti. Nel frattempo le grandi borse americane hanno annunciato infrastrutture per i titoli tokenizzati e la stanza di compensazione dei titoli ha processato il mese scorso le prime operazioni reali in ambiente di prova. Il rinvio di Reg Crypto non cambia i piani industriali: sposta soltanto, ancora una volta, il momento in cui quei piani avranno regole scritte a cui appoggiarsi.
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