Oggi è in scadenza la più grande tornata di opzioni Bitcoin del 2026: circa 10,6 miliardi di dollari di contratti, pari a circa il 37% dell’intero open interest. È un appuntamento che merita un’analisi tecnica, perché la meccanica delle opzioni — e soprattutto le coperture di chi le vende — può influenzare direttamente la volatilità del prezzo nelle ore intorno alla scadenza. Andiamo con ordine.
Le basi: call, put, strike e “moneyness”
Un’opzione call dà il diritto di comprare a un prezzo prefissato (lo strike); una put dà il diritto di vendere allo strike. Alla scadenza, ciò che conta è la moneyness, cioè dove si trova il prezzo rispetto allo strike:
- In the money (ITM): l’opzione ha valore intrinseco (una call con strike sotto il prezzo, una put con strike sopra).
- At the money (ATM): strike vicino al prezzo corrente.
- Out of the money (OOTM): l’opzione scade senza valore.
In questa scadenza circa l’80% dei contratti è OOTM: la maggioranza si spegnerà senza valore. Ma è la dimensione aggregata, e il modo in cui i venditori si coprono, a poter muovere il mercato.
Open interest: perché 10,6 miliardi contano
L’open interest è il valore dei contratti ancora aperti. Quando una fetta così grande (il 37%) scade nello stesso istante, una quantità enorme di posizioni di copertura deve essere chiusa o ribilanciata simultaneamente. È questo “scarico” coordinato a creare potenziali strappi di prezzo, più che il semplice esercizio delle opzioni.
Il “max pain” e perché oggi non funziona
Il max pain è il prezzo a cui scadrebbe senza valore il maggior numero di contratti, ed è il livello verso cui — in condizioni normali — il mercato tende a “gravitare” per via delle coperture. Oggi il max pain è collocato a circa 74.000 dollari, ma il prezzo è molto più in basso: quando la distanza è così ampia e il mercato è sotto il cosiddetto gamma flip, quel riferimento perde forza di attrazione. Non funziona più da calamita, ed è un errore aspettarsi un “ritorno” automatico verso quel livello.
Delta e gamma: come si coprono i market maker
Chi vende opzioni (i market maker) non vuole scommettere sulla direzione: vuole restare neutrale. Per farlo si copre comprando o vendendo Bitcoin in base al delta (quanto varia il prezzo dell’opzione al variare del sottostante). Il problema è che il delta non è fisso: cambia con il prezzo, e la velocità di questo cambiamento è il gamma. Più il gamma è alto, più spesso il market maker deve aggiustare la copertura.
Gamma negativa contro gamma positiva
È il cuore della questione.
- Gamma positivo: per coprirsi, i dealer comprano quando il prezzo scende e vendono quando sale. Questo smorza la volatilità, agendo da stabilizzatore.
- Gamma negativo: accade l’opposto. Per restare coperti, i dealer devono vendere mentre il prezzo scende e comprare mentre sale. In questo regime le coperture amplificano il movimento invece di frenarlo: ogni spinta tende ad auto-alimentarsi.
Il punto in cui si passa da un regime all’altro è il gamma flip. Sotto quel livello — dove ci troviamo ora — il mercato è strutturalmente più nervoso, e gli strappi (in entrambe le direzioni) diventano più probabili.
Il muro di put a 60.000 dollari (e il call wall)
Guardando la distribuzione degli strike emergono delle vere e proprie “pareti”. Sotto il prezzo c’è una forte concentrazione di put intorno ai 60.000 dollari: il cosiddetto “muro di put”, che tende a funzionare da supporto e da magnete tecnico, perché attorno a quegli strike si addensano coperture e interessi. Simmetricamente, una concentrazione di call più in alto formerebbe un “call wall”, che spesso agisce da resistenza. Questi livelli non sono garanzie, ma punti in cui la pressione delle coperture è maggiore.
Cosa succede alla scadenza e nei giorni successivi
Al momento della scadenza i contratti OOTM si azzerano e quelli ITM vengono regolati. Da quell’istante una grossa quantità di gamma “esce” dal mercato: il condizionamento si allenta e i dealer possono riposizionarsi per le scadenze successive. Tipicamente si osservano due fenomeni: una possibile compressione della volatilità implicita (il cosiddetto volatility crush) sulle scadenze appena passate, e una fase di volatilità realizzata più alta nei giorni immediatamente attorno all’evento, proprio per via del regime di gamma negativo.
Come leggerlo senza farsi ingannare
Due avvertenze. Primo: la meccanica delle opzioni dice come il mercato può muoversi (più o meno nervoso), non dove andrà: non è un segnale direzionale. Secondo: i livelli come il muro di put sono riferimenti dinamici, non muri di cemento — si spostano man mano che gli operatori aprono e chiudono posizioni. Vanno usati per capire dove si concentra il rischio, non come profezie.
Contenuti a fini informativi e divulgativi: non costituiscono consigli finanziari né incitamento all’investimento. Le scelte e le relative responsabilità restano in capo all’utente.
