Il 18 luglio è scaduto il termine di un anno fissato dal GENIUS Act per la definizione delle regole attuative sulle stablecoin di pagamento negli Stati Uniti. La legge quadro — firmata nel luglio 2025 — aveva delegato ai regolatori federali il compito di tradurre i principi in norme operative: licenze per gli emittenti, requisiti di capitale e di riserva, obblighi di custodia e presidi antiriciclaggio. Da questo momento la partita si sposta dal Congresso alle agenzie: è la fase in cui si decide, nel concreto, chi potrà emettere dollari digitali e a quali condizioni.
Cosa c’è sul tavolo dei regolatori
I dossier aperti sono quattro. Il primo è il regime di licenza: quali soggetti — banche, trust company, emittenti non bancari autorizzati — potranno operare, e con quale supervisione tra livello federale e statale. Il secondo riguarda le riserve: composizione, segregazione e rendicontazione degli attivi a copertura 1:1 dei token in circolazione. Il terzo è la custodia, con la definizione degli standard per chi detiene le riserve e per chi custodisce i token della clientela. Il quarto è l’antiriciclaggio: obblighi di monitoraggio, capacità di congelamento e requisiti per gli emittenti esteri che vogliono accedere al mercato americano — il punto più delicato per gli operatori non statunitensi.
Le conseguenze per il mercato
Per gli emittenti conformi, la fase attuativa è una barriera d’ingresso che vale una rendita: regole chiare attirano tesorerie aziendali, banche e circuiti di pagamento che finora sono rimasti alla finestra. Per gli emittenti esteri il quadro è più ambivalente: l’accesso al mercato USA passerà da requisiti di equivalenza e presidi che non tutti vorranno o potranno soddisfare. Non a caso i grandi operatori si stanno muovendo in anticipo, tra spinte sui mercati emergenti e riorganizzazioni societarie. Il precedente europeo è istruttivo: con MiCA, l’adeguamento regolamentare ha ridisegnato i listini degli exchange, come si è visto con la rimozione di USDT dalle piattaforme UE.
I tempi della fase attuativa non saranno brevi: tra proposte, consultazioni pubbliche e versioni finali, l’orizzonte realistico per il quadro completo è il 2027. Ma la direzione è tracciata, e per la prima volta il mercato delle stablecoin — oltre 250 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva — ha davanti un percorso regolamentare definito nella prima economia del mondo. Per il quadro degli obblighi e delle ricadute per i detentori italiani rimandiamo all’approfondimento su FiscoCripto.
