L’attacco ai wallet Coldcard non si è fermato: le rilevazioni parlano di una quarta ondata di prelievi, con oltre quattrocento indirizzi svuotati e un bilancio complessivo che le stime più aggiornate collocano intorno ai 116 milioni di dollari, su una platea che ha superato i 4.500 indirizzi coinvolti. E mentre l’attaccante continua a ripulire saldi anche minori, il mercato ha prodotto una reazione che vale la pena leggere: nei due giorni successivi all’emergere della vicenda i fondi quotati su Bitcoin hanno registrato circa 382 milioni di dollari di afflussi netti.
Come si è evoluto l’attacco Coldcard
La dinamica è quella già ricostruita quando il bilancio si fermava a 89 milioni: un difetto nella generazione dei numeri casuali avrebbe reso prevedibili le chiavi create in un certo periodo, permettendo di svuotare gli indirizzi senza phishing né accesso ai dispositivi. La novità delle ultime ore è il metodo: dopo aver colpito i saldi maggiori, l’attaccante sta ora passando sistematicamente su portafogli di dimensioni ridotte. È il comportamento tipico di chi ha già l’elenco completo delle chiavi vulnerabili e sta semplicemente scendendo lungo la lista.
L’effetto paradossale sui flussi
Qui sta il dato più interessante per chi guarda il mercato. Storicamente il messaggio dell’autocustodia è sempre stato «non le tue chiavi, non le tue monete»: tenere Bitcoin da sé è più sicuro che affidarli a un intermediario. Un incidente che colpisce proprio lo strumento simbolo dell’autocustodia ribalta temporaneamente quel ragionamento, e una parte del capitale — soprattutto quello di investitori meno tecnici — sceglie l’esposizione regolamentata: un fondo quotato non chiede di gestire una seed phrase. Da qui i 382 milioni in due sedute, dopo un luglio che si era chiuso con gli afflussi più bassi di sempre.
Va detto con onestà che si tratta di uno scambio di rischi, non di una loro eliminazione: chi passa a un fondo quotato elimina il rischio del proprio dispositivo e assume quello del gestore, del custode e del veicolo — come mostra la vicenda del fondo che chiude e liquida d’ufficio i sottoscrittori. Nessuna delle due strade è priva di rischio: sono rischi diversi.
Cosa fare adesso
Le raccomandazioni restano quelle di inizio settimana, con un’urgenza maggiore per chi ha rimandato pensando che i saldi piccoli non fossero interessanti per l’attaccante: le ondate successive dimostrano il contrario. Primo, verificare firmware e periodo di inizializzazione seguendo solo i canali ufficiali del produttore. Secondo, se il dispositivo rientra tra quelli esposti, generare una nuova seed su un dispositivo integro e spostare i fondi: aggiornare non basta, perché una chiave debole resta debole. Terzo, diffidare di qualunque «strumento di verifica» o modulo di rimborso circolato in questi giorni: è il terreno di caccia preferito dai truffatori dopo ogni incidente. Sul piano del mercato, intanto, il prezzo tiene: Bitcoin scambia a 64.809 dollari, in rialzo dello 0,8%, mentre l’indice del sentiment resta in paura estrema a 25.
Contenuti a fini formativi e divulgativi: non costituiscono consigli finanziari. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore.
