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Ethereum difende quota 1.900 e gli ETF tornano a comprare: 37,5 milioni in una seduta

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Ethereum consolida. Giovedì mattina la seconda criptovaluta scambia intorno a 1.920 dollari, sostanzialmente invariata nelle ultime ventiquattr’ore, dopo aver toccato 1.930 in avvio di settimana. La tenuta di quota 1.900 — riconquistata con il +4% di lunedì nonostante il rinvio di Glamsterdam — è il dato tecnico della settimana: per la prima volta da inizio luglio il livello viene difeso per tre sedute consecutive. E anche qui, come per Bitcoin, il sostegno arriva dal canale istituzionale: gli ETF spot su Ethereum hanno incassato 37,5 milioni di dollari netti nella seduta del 21 luglio.

ETF ETH in attivo: piccoli numeri, segnale grande

I 37,5 milioni di martedì non reggono il confronto con i 203 raccolti dagli ETF su Bitcoin lo stesso giorno: in valore assoluto il rapporto è di uno a cinque. Ma il confronto giusto è con la storia recente degli stessi fondi ETH, usciti da settimane di flussi anemici o negativi. Una giornata in attivo a doppia cifra, in coincidenza con la difesa di un livello tecnico, indica che una parte degli allocatori sta tornando a comprare anche il secondo asset — tipicamente il comportamento delle fasi in cui il risk-on si allarga oltre Bitcoin. Il rapporto di prezzo ETH/BTC, fermo ai minimi di periodo, resta però il termometro da guardare: finché non risale, quella rotazione è un rivolo, non una corrente.

Le altcoin tengono il verde di martedì

Attorno a Ethereum, il quadro delle altcoin conferma l’ampiezza ritrovata di inizio settimana: la maggioranza delle major resta sopra i prezzi di lunedì, con i token DeFi ancora tra i migliori sulla settimana. È un’ampiezza che va letta con misura — i volumi restano estivi e concentrati nelle prime ore americane — ma che distingue questa fase dal rimbalzo di inizio mese, quando il verde era un’esclusiva di Bitcoin e il resto del listino restava fermo.

I livelli della settimana

Per Ethereum la mappa è chiara: 1.900 è il supporto che separa il consolidamento dalla ricaduta nel range di luglio; 1.950–1.960, l’area del massimo di lunedì, è la resistenza oltre la quale si riaprirebbe la strada verso quota 2.000, che manca dai primi di giugno. In mezzo, la variabile decisiva non è tecnica ma di flusso: se gli ETF ETH infilassero la loro prima serie positiva del mese mentre quelli su Bitcoin allungano la propria, il consolidamento avrebbe il carburante per risolversi verso l’alto. Il dato di mercoledì, atteso in giornata, dirà se il rivolo di martedì era un inizio o un episodio.


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