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Ethereum verso Glamsterdam: il primo hard fork sul throughput dopo il Merge

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L’upgrade Glamsterdam di Ethereum è atteso nella seconda metà del 2026 e sarà il primo hard fork dedicato al throughput del base layer dall’epoca del Merge. Dopo anni in cui la scalabilità è stata delegata ai layer 2, la rete torna a mettere mano alla capacità di elaborazione del livello base.

Cosa cambia con Glamsterdam

L’obiettivo dichiarato dell’upgrade è alzare la capacità di elaborazione del layer 1: più transazioni per blocco e una pipeline di validazione più efficiente, senza sacrificare la decentralizzazione dei validatori. È un cambio di filosofia rilevante: dalla stagione dei rollup — in cui il base layer restava volutamente conservativo — a una fase in cui anche il livello base viene ottimizzato per il carico.

Il contesto: un cantiere permanente

Glamsterdam si inserisce nella roadmap più ampia annunciata nelle scorse settimane, quella che lo stesso Vitalik Buterin ha descritto come il rebuild più profondo dal Merge, con il filone “Lean Ethereum” orientato alla semplificazione e alla resistenza post-quantum. Ethereum si conferma un cantiere permanente: un’architettura che cambia spesso, con i benefici (evoluzione rapida) e i costi (complessità, superficie d’errore) che questo comporta.

Cosa osservare da qui al fork

  • La data: “H2 2026” è una finestra ampia; il calendario dei testnet dirà se regge.
  • Le specifiche finali: quali EIP entreranno nel fork e quanto throughput aggiuntivo porteranno davvero.
  • L’effetto sui layer 2: un base layer più capiente ridisegna l’economia dei rollup.

Contenuti a scopo informativo ed educativo: non costituiscono consulenza finanziaria.


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