Le azioni tokenizzate sono al centro di una storica proposta regolamentare negli Stati Uniti. La Securities and Exchange Commission ha presentato un piano per eliminare due norme della Regulation NMS — il complesso di regole che governa la struttura dei mercati azionari americani dal 2005 — con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli normativi che oggi impediscono la piena integrazione delle azioni tokenizzate nelle infrastrutture blockchain.
Cosa sono le azioni tokenizzate
Le azioni tokenizzate sono rappresentazioni digitali di titoli azionari registrate su una blockchain. A differenza delle azioni tradizionali, che esistono come registrazioni contabili presso intermediari centralizzati, le azioni tokenizzate sfruttano la tecnologia a registro distribuito (DLT) per combinare in un unico protocollo le funzioni di negoziazione, compensazione e regolamento.
Dal punto di vista dei diritti, un’azione tokenizzata mantiene gli stessi diritti economici e di voto del titolo tradizionale: il detentore ha diritto ai dividendi, al voto nelle assemblee e alle tutele garantite dalla normativa sui valori mobiliari. Ciò che cambia è l’infrastruttura sottostante: le transazioni avvengono direttamente on-chain, senza le catene di intermediari tipiche della finanza tradizionale.
A maggio 2026, il mercato globale dei titoli tokenizzati aveva già superato 1,4 miliardi di dollari di controvalore. NYSE e Nasdaq hanno ottenuto l’approvazione della SEC per regole interne che consentono la quotazione e la negoziazione on-chain. Il Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC) ha annunciato l’avvio di transazioni pilota in produzione a partire da luglio 2026.
Le due regole nel mirino: Rule 611 e Rule 610(e)
L’11 giugno 2026, la SEC ha formalmente proposto di abrogare la Rule 611 e la Rule 610(e) della Regulation NMS.
La Rule 611, nota come “Order Protection Rule”, impone ai centri di negoziazione di impedire l’esecuzione di ordini a prezzi peggiori rispetto alle quotazioni protette visualizzate su altri mercati. Nata per proteggere gli investitori in un’era di mercati frammentati ma tutti elettronici, questa norma non si adatta ai protocolli blockchain, dove velocità di esecuzione, struttura degli ordini e meccanismi di matching sono strutturalmente diversi.
La Rule 610(e) vieta ai mercati di visualizzare quotazioni che blocchino o si incrocino con quelle di piattaforme concorrenti. Anche questa norma, logica nel contesto dei mercati tradizionali, crea frizioni tecniche quando sistemi on-chain e off-chain operano in parallelo sugli stessi titoli.
Il presidente della SEC, Paul Atkins, ha dichiarato che la proposta mira a «semplificare la struttura del mercato e ridurre i costi per i partecipanti, lasciando che la concorrenza, l’innovazione e le forze di mercato guidino l’evoluzione dei mercati azionari».
Cosa cambierebbe: settlement, custodia e accesso
L’eliminazione di queste due regole si inserisce in un più ampio progetto di modernizzazione avviato dalla SEC, la cosiddetta “Innovation Exemption” sviluppata nell’ambito del “Project Crypto” dell’agenzia.
- Settlement. I mercati tradizionali operano su un ciclo T+1. I protocolli blockchain consentono teoricamente il regolamento atomico in tempo reale, eliminando il rischio di controparte nel periodo di attesa. Con un quadro normativo meno vincolante, le piattaforme on-chain potrebbero proporre modelli di settlement non replicabili dai sistemi tradizionali.
- Custodia. Parallelamente, la Division of Trading and Markets ha chiarito la propria posizione sulla Rule 15c3-3: i broker-dealer potranno ritenere di avere “possesso fisico” di un titolo digitale se mantengono procedure di controllo delle chiavi private conformi alle best practice del settore. Questo chiarimento rimuove un’ambiguità normativa che aveva frenato l’ingresso degli intermediari tradizionali.
- Accesso ai mercati. Le azioni tokenizzate potrebbero abbassare le barriere per investitori istituzionali e retail in mercati geograficamente distanti, consentendo negoziazione continua su protocolli aperti e regolamento automatico senza intermediari locali.
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Ancora una proposta: i rischi aperti
È fondamentale ricordare che si tratta di una proposta regolamentare, non di una norma vigente. Prima di diventare legge, il testo deve superare un periodo di commento pubblico e l’approvazione formale della Commissione.
Le criticità non mancano. I punti irrisolti includono: la frammentazione della liquidità tra mercati on-chain e off-chain, l’incertezza sui diritti degli azionisti in caso di errori nei contratti intelligenti, e la tutela degli investitori retail in ambienti privi di clearing centralizzato. L’Europa, con il regime pilota DLT avviato nel 2023 nell’ambito del quadro MiCA, ha già sperimentato percorsi simili ma con limiti di capitalizzazione più restrittivi.
Il ponte tra finanza tradizionale e blockchain
La proposta della SEC segnala un cambio di paradigma: anziché applicare categorie normative pensate per i mercati elettronici tradizionali, l’autorità americana sta costruendo un quadro regolamentare nativo per protocolli digitali. Il percorso è ancora lungo e l’incertezza normativa — sempre rilevante per i mercati — non va sottovalutata.
Contenuti a fini formativi, non costituiscono consulenza finanziaria.
