cirBTC è il nuovo Bitcoin “wrapped” lanciato da Circle su Ethereum: un token garantito 1:1 da BTC che permette di usare i propri bitcoin nella finanza decentralizzata. Con questa mossa Circle — la società dietro la stablecoin USDC — sfida apertamente Coinbase per il dominio del mercato del Bitcoin sintetico.
Cos’è cirBTC e a cosa serve
cirBTC è un token wrapped: ogni unità è coperta 1:1 da un bitcoin reale, ma vive sulla rete Ethereum. Questo consente di portare la liquidità di Bitcoin dentro i protocolli DeFi — prestiti, exchange decentralizzati (DEX), asset tokenizzati e stablecoin — sfruttando la programmabilità che la rete Bitcoin nativamente non offre.
Secondo Circle, il prodotto è pensato soprattutto per gli investitori istituzionali che concentrano l’allocazione su BTC e si fidano dell’infrastruttura della società, già nota per USDC (la seconda stablecoin al mondo, oltre 75 miliardi di dollari di capitalizzazione).
cirBTC contro wBTC e cbBTC: la sfida del Bitcoin sintetico
Il mercato dei bitcoin “avvolti” non è nuovo:
- wBTC — il capostipite, nato nel 2019, resta il più grande con circa 7,3 miliardi di dollari di capitalizzazione.
- cbBTC — la versione di Coinbase, arrivata nel 2024, vale poco meno di 5,4 miliardi.
- cirBTC — l’ultimo arrivato, che punta a erodere quote di mercato facendo leva sulla reputazione di Circle.
Nel complesso, tutti i bitcoin sintetici insieme valgono tra i 12,5 e i 13,5 miliardi di dollari: circa l’1% del valore totale di Bitcoin (intorno a 1.250 miliardi). C’è quindi ampio spazio di crescita, e la partita si gioca soprattutto sulla fiducia istituzionale e sulla sicurezza della custodia.
Cosa significa per gli investitori italiani
Per chi investe, cirBTC conferma una tendenza: Bitcoin diventa sempre più “usabile” nella DeFi senza venderlo. Ma attenzione al punto chiave — un token wrapped vale quanto la solidità di chi lo emette e ne custodisce le riserve. Il rischio non è di mercato, ma di controparte e di custodia.
Disclaimer: contenuti a fini esclusivamente formativi e informativi, non costituiscono consulenza finanziaria.
