Se Bitcoin apre la settimana in recupero, Ethereum la apre in accelerazione. Lunedì mattina ETH scambia intorno a 1.960 dollari, +4,2% nelle 24 ore: quasi tre volte il rialzo di Bitcoin nello stesso arco. È la conferma più netta di quanto scrivevamo ieri: la base di 1.860 ha retto due assalti in tre giorni, e quando una soglia difesa due volte smette di essere un pavimento da difendere, diventa un trampolino. Ora davanti c’è la soglia psicologica dei 2.000 dollari, che manca dal 21 luglio.
Dalla difesa all’attacco in tre sedute
La sequenza tecnica è da manuale. Giovedì la perdita di quota 1.900 aveva spostato la difesa sulla base di 1.860; venerdì il secondo test, ancora respinto; nel weekend la risalita a 1.880, e nella notte lo strappo che ha riportato il prezzo sopra 1.950. Il movimento ha le caratteristiche del riposizionamento, non dello short squeeze: progressione regolare, volumi in aumento graduale, nessuna candela anomala. Chi doveva vendere sotto 1.900 lo ha fatto la settimana scorsa; chi sta comprando ora lo fa in vista di mercoledì, quando la decisione della Federal Reserve sui tassi darà al mercato la direzione che i flussi da soli non riescono a imprimere.
Il carburante: la rotazione istituzionale ha i numeri
Dietro la forza relativa di Ethereum c’è un dato di flusso che continua a distinguerlo da Bitcoin. Mentre gli ETF su BTC chiudevano la settimana in rosso, quelli su ETH hanno incassato circa 196 milioni di dollari di afflussi netti tra il 14 e il 21 luglio, concentrati in larga parte sul fondo di BlackRock. La rotazione è visibile anche nella giornata: con il mercato complessivo a +1,7%, ETH sovraperforma sia BTC sia la gran parte delle altcoin maggiori. I temi che gli istituzionali associano a Ethereum — tokenizzazione degli asset, infrastruttura delle stablecoin, rendimento dello staking — non dipendono dal ciclo dei tassi, ma un allentamento monetario li renderebbe tutti più redditizi da finanziare.
Il rapporto ETH/BTC esce dalla compressione
Un dettaglio che gli operatori guardano con attenzione: il rapporto ETH/BTC, compresso per settimane sotto 0,029, con lo strappo di oggi torna in area 0,030. Non è ancora un’inversione di tendenza — il rapporto resta lontano dai livelli di primavera — ma è la prima volta da un mese che il numeratore si muove più veloce del denominatore per tre sedute consecutive. Nei cicli passati, le fasi in cui Ethereum riprende forza relativa dentro un mercato in paura hanno spesso anticipato l’allargamento del rischio verso il resto del listino: la DeFi, che già la settimana scorsa saliva controcorrente, resta il candidato naturale.
Cosa guardare adesso
Tre livelli e un evento. Sopra: 2.000 come soglia psicologica e, oltre, l’area 2.040–2.060 dove passano i massimi di metà luglio. Sotto: 1.900, che da resistenza violata dovrebbe ora fare da primo supporto, e la base di 1.860 come ultima linea. L’evento è ovviamente la Fed di mercoledì: uno strappo del 4% alla vigilia è una scommessa sul taglio, e le scommesse si regolano all’annuncio.
