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Bitcoin torna sopra 65.000 dollari: ETF in afflusso e attesa per il voto della Duma

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Bitcoin riconquista quota 65.000 dollari. Alle 9:30 di martedì 21 luglio la prima criptovaluta scambia intorno a 65.860 dollari, in rialzo del 2,8% nelle ultime 24 ore. È un ribaltamento netto rispetto a ieri mattina, quando la settimana si era aperta sotto i 65.000 dollari in un equilibrio definito fragile: nel giro di una giornata il quadro è passato da attendista a costruttivo, sostenuto da tre driver distinti — il ritorno degli afflussi negli ETF spot statunitensi, l’attesa per il voto finale della Duma russa sull’uso delle criptovalute nei regolamenti commerciali internazionali e un quadro tecnico che ha recuperato le medie mobili chiave.

ETF spot: seconda settimana consecutiva di afflussi

Il primo motore del recupero è il flusso di capitale nei fondi quotati. Lunedì 20 luglio gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti per circa 273 milioni di dollari, confermando la seconda settimana consecutiva in territorio positivo. Il dato assume rilievo se messo in prospettiva: giugno si era chiuso con deflussi record per 4,51 miliardi di dollari, il peggior mese nella storia di questi strumenti, e per quasi due mesi il canale istituzionale aveva drenato liquidità dal mercato anziché fornirla.

Il ritorno dei flussi in acquisto non è un dettaglio contabile. Come abbiamo documentato analizzando la correlazione tra flussi ETF e movimenti di prezzo, quasi metà della dinamica di Bitcoin si muove ormai in sincronia con questi veicoli: quando il canale si riapre in entrata, l’effetto sul prezzo tende a essere rapido e visibile. Il +2,8% delle ultime 24 ore ne è una plastica conferma.

Il fattore Mosca: oggi il voto della Duma

Il secondo driver è di natura regolamentare. Oggi, martedì 21 luglio, la Duma russa è chiamata al voto sulle letture finali del primo quadro normativo organico del Paese in materia di criptovalute: il testo consentirebbe alle imprese di utilizzare Bitcoin ed Ethereum nei regolamenti commerciali transfrontalieri, come alternativa ai circuiti di pagamento tradizionali preclusi dalle sanzioni.

L’approvazione definitiva è attesa ma non ancora avvenuta, e i dettagli operativi — tetti all’operatività retail, obbligo di passare da exchange con licenza — meritano un’analisi separata che pubblicheremo a breve. Per il mercato, tuttavia, conta il segnale: una delle maggiori economie mondiali si appresta a riconoscere formalmente a BTC ed ETH una funzione di regolamento commerciale. È una fonte di domanda potenziale che gli operatori hanno iniziato a prezzare già nelle ultime ore.

Tecnica: medie recuperate, resistenza a 68.000

Sul piano grafico il recupero ha una struttura precisa. Il movimento delle ultime 24 ore ha riportato il prezzo sopra le medie mobili di breve periodo che erano state perse durante la fase di debolezza, e la chiusura sopra 65.000 trasforma quella soglia da resistenza a primo supporto di riferimento.

  • Supporto immediato: area 65.000 dollari, ex resistenza appena riconquistata; sotto, la zona 63.500–64.000 toccata nei minimi della scorsa settimana.
  • Resistenza rilevante: area 68.000 dollari, dove si concentrano i massimi delle ultime settimane e volumi significativi in distribuzione.
  • Conferma necessaria: servono chiusure giornaliere consecutive sopra 65.000 con volumi in crescita per parlare di inversione e non di semplice rimbalzo.

Il rischio che non è sparito

Un’avvertenza è d’obbligo: lo sfondo macro non si è schiarito. Le tensioni tra Iran e Occidente attorno allo Stretto di Hormuz persistono, il petrolio resta in rialzo e il rischio di un episodio di avversione al rischio generalizzata — quello che aveva pesato sull’apertura di settimana — è ancora sul tavolo. Bitcoin ha dimostrato nelle ultime ore di sapersi muovere sui propri driver specifici, ma non è immune a uno shock di risk-off globale.

Il recupero, in sintesi, è reale ma da confermare. I flussi ETF sono tornati positivi ma la loro persistenza va verificata giorno per giorno; il voto della Duma è atteso ma non ancora avvenuto; l’area 68.000 è il vero banco di prova tecnico. Fino ad allora, il ritorno sopra 65.000 va letto per quello che è: un primo passo credibile, non una vittoria acquisita.


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