I flussi ETF sugli strumenti spot statunitensi legati a Bitcoin hanno cambiato segno. Dopo dieci sedute consecutive di deflussi, che tra fine giugno e il primo luglio hanno drenato circa 2,7 miliardi di dollari, i fondi hanno infilato tre giornate consecutive di raccolta netta positiva: +221,7 milioni giovedì 2 luglio, +265,7 milioni lunedì 6 e +21,4 milioni martedì 7. Totale: circa 509 milioni di dollari in tre sedute. Mercoledì 8, però, il ritorno della tensione tra Stati Uniti e Iran ha interrotto la serie con un deflusso netto di 84,9 milioni. Il quadro aggiornato merita una lettura fredda, numero per numero.
Flussi ETF: i numeri dell’inversione
Il punto di partenza è il peggior mese nella storia di questi prodotti: giugno 2026 si è chiuso con circa 4,5 miliardi di dollari di deflussi netti su 21 sedute. La serie negativa è culminata il 25 giugno con un singolo deflusso da 696 milioni, mentre Bitcoin scivolava sotto i 58.000 dollari, sui minimi da 21 mesi.
L’inversione è arrivata giovedì 2 luglio: +221,7 milioni, all’epoca la migliore giornata da circa due mesi. Il dato è stato superato già alla riapertura di lunedì 6 luglio, con +265,7 milioni. Martedì 7 la raccolta è rimasta positiva ma si è assottigliata a +21,4 milioni. Nel frattempo il patrimonio complessivo dei fondi è risalito da 71 miliardi di fine giugno a un picco di 77,3 miliardi, per poi ripiegare a 75,3 miliardi con la correzione di mercoledì.
La cornice macro dell’inversione è nota: un rapporto sull’occupazione USA di giugno molto sotto le attese (57.000 nuovi posti contro i circa 110.000 previsti) e toni più morbidi dalla Federal Reserve hanno ridimensionato le probabilità di nuovi rialzi dei tassi, togliendo pressione agli asset non remunerati come Bitcoin. Ne avevamo tracciato le premesse nel pezzo sul ritorno della domanda istituzionale sugli ETF Bitcoin.
Chi compra e chi vende: FBTC e ARKB avanti, IBIT in controtendenza
La composizione dei flussi ETF di questi giorni racconta una rotazione interna insolita. Nella seduta del 2 luglio a guidare la raccolta è stato il fondo di Fidelity (FBTC) con circa 166 milioni, seguito da ARKB con 91,8 milioni e da HODL con 4,4 milioni. Il fondo di BlackRock (IBIT), il più grande della categoria con 45,5 miliardi di patrimonio, è rimasto invece in controtendenza: −40,4 milioni quel giorno, in una serie negativa che dura da metà giugno.
Anche mercoledì 8, nella giornata del deflusso complessivo da 84,9 milioni, è stato IBIT a pesare di più (−59,1 milioni), seguito da FBTC (−14,9 milioni). Il dato suggerisce che la domanda marginale di questi giorni non passa dal canale principale, ma da emittenti secondari: un segnale di ricomposizione dei portafogli istituzionali più che di un ritorno di massa.
Il test del risk-off: la serie si ferma a tre
La ripresa dei flussi ETF è stata messa alla prova quasi subito. Tra il 7 e l’8 luglio i nuovi raid statunitensi sull’Iran hanno spinto il petrolio al rialzo di circa il 5%, riacceso i timori di inflazione e tagliato l’appetito per il rischio. Bitcoin, respinto in area 64.000 dollari, è tornato a ridosso dei 62.000. Il deflusso di mercoledì (−84,9 milioni) è modesto in valore assoluto — meno di un quinto della raccolta dei tre giorni precedenti — ma conferma che il flusso istituzionale resta reattivo alle condizioni macro, non autonomo da esse.
Su questo punto la letteratura quantitativa è piuttosto netta: i flussi settoriali seguono il trend più di quanto lo determinino, come mostra l’analisi sulla rotazione di capitale e Bitcoin pubblicata da Bitcoin Scientifico.
Offerta e domanda: cosa dicono i saldi
Al netto delle oscillazioni giornaliere, i fondi spot USA detengono oggi circa 1.213.000 BTC, poco più del 6% dell’offerta circolante, con una raccolta netta cumulata dal lancio di 51,3 miliardi di dollari. Il saldo di luglio, dopo sei sedute, è positivo per circa 424 milioni: una frazione di quanto perso a giugno, ma la prima settimana con domanda netta istituzionale dopo un mese di distribuzione continua.
Sul lato dell’offerta il quadro resta in movimento: la vendita di 3.588 BTC da parte di Strategy ha mostrato che anche i detentori societari possono passare da compratori a venditori. Sul fronte della finanza tradizionale, il ritorno del segno più era stato inquadrato anche da RendimentoFinanza.
La lettura più sobria dei dati: tre sedute positive dopo dieci negative non sono un’inversione di tendenza confermata, sono un rimbalzo dei flussi coerente con il rimbalzo del prezzo. La conferma — o la smentita — arriverà dalla capacità della raccolta di reggere con il petrolio in rialzo e il dossier Iran aperto.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento.
