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Humanity Protocol, furto da 32 milioni di dollari: il token H crolla dell’80% per un attacco alle chiavi private

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Humanity Protocol è finito sotto attacco martedì 9 giugno 2026: il suo token H ha perso oltre l’80% del valore in poche ore dopo che alcuni aggressori hanno compromesso le chiavi private del progetto, drenando più di 30 milioni di dollari. Non si tratta di un bug nel codice, ma del furto delle “chiavi di casa” — lo schema che sta definendo le perdite più gravi del 2026.

Humanity Protocol: cosa è successo

Secondo i dati on-chain, circa 17 wallet collegati al progetto sono stati svuotati, con perdite superiori a 32 milioni di dollari e ancora in aumento mentre l’attacco è in corso. Il token H è precipitato da circa 0,67 a 0,13 dollari, toccando in intraday i 0,05 dollari: un crollo di quasi il 90% nel punto più basso.

L’aggressore sta convertendo gli H rubati in ether e ha coniato altri 100 milioni di token H — circa 11 milioni di dollari — sulla BNB Chain, segnalando ulteriore pressione di vendita in arrivo. Il fondatore Terence Kwok ha confermato la violazione: gli attaccanti hanno compromesso le chiavi private di un membro della Humanity Foundation. Il team ha invitato gli utenti a non utilizzare il bridge e le pool di liquidità del protocollo finché la situazione non sarà contenuta.

Humanity Protocol è un progetto di identità decentralizzata che usa la scansione biometrica del palmo e la crittografia a conoscenza zero (zero-knowledge) per dimostrare di essere umani senza rivelare dati personali, posizionandosi come rivale di Worldcoin.

Perché conta: il 2026 è l’anno dei furti di chiavi

L’episodio si inserisce nel pattern dominante dell’anno: le perdite più ingenti non derivano da smart contract difettosi, ma da chiavi private sottratte. Ad aprile l’exchange su Solana Drift ha perso circa 285 milioni di dollari dopo il furto di una chiave amministrativa, mentre Kelp DAO ne ha persi circa 292 milioni attraverso un bridge gestito da un singolo validatore.

Il filo conduttore è chiaro: la superficie d’attacco si è spostata dal codice alle persone e alle infrastrutture che custodiscono le chiavi. Un singolo punto di fallimento — un membro del team, una chiave amministrativa, un validatore unico — può vanificare anche la crittografia più sofisticata. Per un inquadramento scientifico del modello di sicurezza alla base delle criptovalute, rimandiamo agli approfondimenti di Bitcoin Scientifico.

Humanity Protocol e investitori italiani: cosa significa

Per chi investe dall’Italia, il caso Humanity Protocol offre tre lezioni concrete:

  • La tecnologia non basta. Biometria e zero-knowledge non proteggono dal rischio operativo legato alla gestione delle chiavi: valutare un token significa valutare anche chi e come ne custodisce le chiavi.
  • I token piccoli e concentrati sono fragili. Possono perdere quasi tutto il valore in poche ore, e il conio di nuovi token da parte dell’attaccante amplifica la pressione ribassista. La liquidità in uscita non aspetta.
  • Difesa pratica. Privilegiare l’autocustodia con hardware wallet, diffidare di bridge e pool con architetture centralizzate o “single point of failure”, e ricordare che in Europa il regolamento MiCA disciplina gli emittenti ma non azzera il rischio tecnico di furto.

Disclaimer: i contenuti di questo articolo hanno esclusivamente finalità formative e informative e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento. Fai sempre le tue ricerche (DYOR) prima di prendere qualsiasi decisione.


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