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Franchigia Crypto Addio: dal 2025 Tassati Anche 100 Euro di Bitcoin

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Fino al 2025 esisteva una piccola “zona franca” che rassicurava i piccoli investitori: la franchigia da 2.000 euro. Sotto quella soglia, le plusvalenze da criptovalute non erano tassate. Dal 2026 quella soglia non esiste più. Il risultato è netto: ora si dichiara tutto, anche 100 euro di Bitcoin.

L’abolizione della franchigia criptovalute è uno dei cambiamenti più sottovalutati della riforma fiscale, e proprio per questo rischia di far cadere in errore migliaia di contribuenti che si credevano “troppo piccoli” per interessare al Fisco.

Franchigia criptovalute: cosa è cambiato dal 2025

La vecchia regola prevedeva che le plusvalenze sotto i 2.000 euro complessivi non concorressero alla tassazione. Era una soglia di “non rilevanza” pensata per non gravare sui micro-investitori. Dal 1° gennaio 2025 questa soglia di esenzione è stata definitivamente abolita.

Questo significa che ogni plusvalenza, indipendentemente dall’importo, è ora fiscalmente rilevante e va dichiarata. Anche se hai realizzato un guadagno di soli 50 o 100 euro, quel guadagno entra in dichiarazione.

Cosa significa concretamente per i piccoli investitori

L’impatto pratico è soprattutto culturale. Molti utenti che muovono cifre modeste — qualche centinaio di euro su un exchange — erano convinti di essere automaticamente esonerati. Non è più così.

Facciamo un esempio: hai comprato 300 euro di una altcoin, l’hai rivenduta a 380 euro. Quella plusvalenza di 80 euro, che prima rientrava nella franchigia, oggi va dichiarata e tassata. Sembra poco, ma moltiplicato per milioni di micro-operazioni è esattamente il gettito che la riforma punta a recuperare.

Non solo plusvalenze: torna centrale il monitoraggio

Attenzione a non confondere due obblighi distinti:

  • La tassazione delle plusvalenze (Quadro RT), che ora non ha più soglia di esenzione;
  • Il monitoraggio del possesso (Quadro RW), obbligatorio per chi detiene cripto su exchange esteri o in wallet self-custody come MetaMask, Ledger o Phantom, a prescindere dalle plusvalenze.

In altre parole: anche se non hai venduto nulla e non hai realizzato alcun guadagno, il semplice possesso va comunque dichiarato nel Quadro RW. La franchigia abolita riguarda le plusvalenze, ma il monitoraggio resta un obbligo separato.

Le scadenze da non perdere

Ecco le date chiave per la dichiarazione 2026:

  • 30 giugno 2026: termine per il pagamento delle imposte (con possibilità di versare entro il 31 luglio applicando la maggiorazione dello 0,40%);
  • 31 ottobre 2026: termine ultimo per l’invio del Modello Redditi PF.

Considerando che con la direttiva DAC8 il Fisco riceve già i dati dagli exchange, presentarsi puntuali e completi è la scelta più prudente.

Come prepararsi senza farsi prendere dal panico

Niente allarmismi: mettersi in regola è gestibile anche per chi ha tante micro-operazioni. I passaggi sono:

  • Esporta lo storico delle transazioni da ogni exchange (la maggior parte offre un export CSV);
  • Calcola le plusvalenze complessive, comprese le permute crypto-to-crypto;
  • Compila Quadro RT e RW anche per importi minimi;
  • Se hai dubbi sull’aliquota da applicare, leggi la nostra guida su tasse criptovalute 26% o 33%.

Per la procedura completa di compilazione, resta valido il riferimento alla nostra guida alla dichiarazione delle criptovalute 2026.

Domande frequenti

Devo dichiarare anche se ho guadagnato pochi euro?

Sì. Dal 1° gennaio 2025 la franchigia da 2.000 euro è abolita: ogni plusvalenza, anche minima, va dichiarata.

Se non ho venduto nulla devo comunque dichiarare?

Sì, se detieni cripto su exchange esteri o wallet self-custody: il possesso va indicato nel Quadro RW indipendentemente dai guadagni.

Qual è la scadenza per pagare le tasse crypto 2026?

Il pagamento è fissato al 30 giugno 2026 (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%); l’invio del Modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026.

Disclaimer: questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza fiscale. Criptonite non è un consulente fiscale. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un commercialista o a un professionista abilitato.


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