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Bitcoin minati: 20 milioni, resta il 4% dell’offerta

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La soglia è stata superata nelle ultime ore: i bitcoin minati sono ora più di 20 milioni, e resta da estrarre poco più del 4% dell’offerta totale di 21 milioni. Sembra un dato statistico, ma è il cuore di ciò che rende il bitcoin diverso da qualunque altra moneta: una quantità massima scritta nel protocollo, che nessun governo e nessuna banca centrale può aumentare.

Il numero esatto, poco sopra i 20,07 milioni di bitcoin minati, lascia meno di un milione di unità ancora da coniare. La maggior parte delle persone non lo percepirà mai: gli ultimi satoshi arriveranno intorno al 2140, quando le ricompense per i miner saranno diventate così piccole da richiedere più di un secolo per completare l’emissione.

Perché il numero dei bitcoin minati conta

Il meccanismo è quello dell’halving: ogni circa quattro anni la ricompensa che i miner ricevono per validare un blocco si dimezza. È il modo con cui il protocollo rallenta progressivamente l’emissione, rendendola prevedibile e immutabile. Dalla nascita del bitcoin, la ricompensa è scesa da 50 a 25, poi a 12,5, a 6,25 e infine a 3,125 unità per blocco.

Questo ritmo significa che la parte più facile è già stata minata. Il primo milione è arrivato in pochi anni; l’ultimo richiederà un tempo enormemente più lungo. È la scarsità digitale per costruzione: non una promessa, ma una regola verificabile da chiunque legga il codice e consulti la rete.

Scarsità e prezzo: un legame non automatico

Da qui si cade spesso in un errore: concludere che, poiché l’offerta è limitata, il prezzo debba salire. La scarsità da sola non crea domanda. Un bene può essere raro e restare senza acquirenti; il valore nasce quando alla scarsità si aggiunge un bisogno che qualcuno vuole soddisfare. Il bitcoin ha costruito nel tempo un ruolo di riserva di valore e di asset indipendente dal sistema bancario, ma è la domanda a determinare il prezzo, non il semplice fatto che l’offerta sia finita.

Il punto, semmai, è che la scarsità del bitcoin è verificabile e non dipende dalla fiducia in un emittente. Chi compra oggi sa con certezza matematica quanti bitcoin esisteranno domani e fra cinquant’anni. È una proprietà che nessuna valuta tradizionale può offrire, perché le banche centrali possono espandere l’offerta di moneta quando lo ritengono necessario.

Che cosa succede da qui in avanti

Nei prossimi decenni l’emissione continuerà a rallentare. Superato il 96% dell’offerta, il mercato si trova in una fase in cui la maggior parte dei bitcoin che esisteranno è già in circolazione, e la nuova offerta incide sempre meno sul totale. Per i miner il peso si sposta progressivamente dalle ricompense per blocco alle commissioni pagate da chi usa la rete, un passaggio che sarà decisivo per la sicurezza del sistema quando le ricompense saranno trascurabili.

Il superamento dei 20 milioni di bitcoin minati è, in fondo, un promemoria: la caratteristica più radicale del bitcoin non è il prezzo, ma il fatto di essere un bene con un’offerta scritta e non negoziabile. Il resto, compreso il valore, lo decide il mercato.

Contenuti a fini formativi, non consulenza finanziaria.


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